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NEWS
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n.11
- 28 marzo 2007
LA
FISICA: CURIOSITÀ PER SPERIMENTARE Come
appassionare le nuove generazioni allo studio dei fenomeni che ci
circondano? Iniziando il percorso fin dalla scuola primaria e proseguendo
nella scuola secondaria di 1° grado con proposte didattiche adeguate
all'età degli allievi. |
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Il
progetto "Tecnologia & Scienza" giunto alla terza
annualità, dopo la Matematica e le Scienze della Vita, vuole
quest'anno dare spazio alla Fisica ed ai suoi fenomeni, che già
i bambini hanno, seppure inconsapevolmente, sperimentato: il calore,
l'elettricità e il magnetismo.
Perché l'acqua in una pentola messa sul fuoco bolle? Perché un lampadina si illumina? Perché una calamita attira il ferro e non il legno? Perché se indossiamo le scarpe di gomma nelle giornate ventose prendiamo la scossa toccando una superficie metallica? Perché la bussola ci indica sempre il nord? Sono solo alcune tra le tante domande che possono sorgere spontanee agli allievi già a partire dalla scuola primaria. Ed è proprio da un approccio euristico del fenomeno che è utile partire, iniziando da "ciò che ci appare" e, tramite il problem solving, guidare i bambini nelle loro scoperte riproponendo i fenomeni in laboratorio, riflettere su ciò che osservano, ripescare esperienze simili, stimolare - con una tecnica più che mai maieutica - schemi interpretativi spontanei e quesiti. È molto più importante insegnare a porre domande, piuttosto che dare risposte a quesiti non posti. Stimolare la curiosità dei bambini sui fenomeni fisici è fondamentale, ma è necessario abituarli nel contempo a dare importanza al rigore metodologico con cui è stato condotta l'indagine sperimentale e alla necessità di confrontare il risultato reale con il modello teorico. Il descrivere, l'interpretare, il prevedere e il controllare le previsioni ipotizzate sono strategie proprie dell'indagine scientifica ed in particolare della Fisica, ma una volta acquisite, possono essere facilmente utilizzate nella vita quotidiana come ausilio per risolvere un problema qualsiasi, semplice o complesso che sia. Nel percorso di ricerca-azione impostato in modo modulare nell'ambito del progetto "Tecnologia & Scienza 3" - nel quale l'IRRE Friuli Venezia Giulia si avvale della preziosa collaborazione dell'Unità di Ricerca in Didattica della Fisica dell'Università di Udine - verranno tracciate delle piste di apprendimento su quattro tematiche della Fisica classica che gli insegnanti potranno seguire per veicolare tale approccio: le attività in classe, che coinvolgeranno ciascun allievo, si alterneranno a momenti di lavori di gruppo e di riflessione collettiva. Ai docenti verrà fornito un supporto, sia in termini di materiale laboratoriale (corredato di schede e dispense) che di assistenza in presenza nella fase di sperimentazione in classe, sperimentazione che potrà avvenire, su livelli diversi, sia nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo grado. La cornice all'interno della quale si articola il progetto "Tecnologia & Scienza 3" é il PCK (Pedagogical Content Knowledge), approccio metodologico concettualizzato nel 1986 negli USA da Lee Shulman, tramite il quale si vuole individuare la parte distintiva della conoscenza necessaria per insegnare, trasformando gli argomenti della materia scolastica in forme accessibili agli studenti. Solo a chi non insegna può sembrare banale, ad ogni docente attento e scrupoloso appare invece il nodo fondamentale da sciogliere. Schema informativo in http://www.irrefvg.it/Tecnologia/incontri.htm. Docente
Ricercatore IRRE FVG |
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I
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INFORMATIVA
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DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI |
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