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Aspetti significativi del provvedimento legislativo
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Il
motivo ispiratore del provvedimento legislativo, in coerenza con le finalità della citata legge n. 53/2003, è quello di dar vita ad una
scuola autonoma, di qualità, in linea con i parametri europei, in grado di recepire
le vocazioni e le attese degli alunni, di rafforzare il ruolo e la partecipazione
delle famiglie, di valorizzare l'impegno e le capacità professionali dei docenti.
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Il
sistema educativo di istruzione e formazione, così come prefigurato dalla legge di delega n. 53/2003 e dal decreto legislativo, attraverso
il Profilo,
le
Indicazioni nazionali,
il Piano dell'offerta formativa,
i Piani di studio personalizzati (d'ora in poi denominati Piani
di studio) e la risposta alle prevalenti
richieste delle famiglie, si caratterizza per la sua flessibilità e
capacità di recepire ed interpretare i bisogni, le vocazioni e le istanze, sia dei
singoli che delle diverse realtà nelle quali le istituzioni scolastiche si trovano ad
operare.
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Un
ruolo particolare in tale contesto assume la funzione tutoriale, i cui compiti vengono finalizzati alla migliore realizzazione degli obiettivi
formativi dei singoli studenti.
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L'orario
annuale delle lezioni nel primo ciclo di istruzione comprende un monte ore obbligatorio ed un monte ore facoltativo opzionale per
le famiglie degli alunni (obbligatorio per l'istituzione scolastica nell'ambito
delle opportunità esistenti), al quale si aggiunge eventualmente l'orario riservato
all'erogazione del servizio di mensa e di dopo mensa.
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I
tre segmenti orari rappresentano il tempo complessivo di erogazione del servizio scolastico. Essi non vanno considerati e progettati
separatamente, ma concorrono a costituire un modello unitario del processo
educativo, da definire nel Piano dell'offerta formativa.
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Le
opzioni delle famiglie, riferite al tempo scuola facoltativo, vanno rese compatibili con i piani
dell'offerta formativa, con il Profilo,
nonché con le soluzioni organizzative e didattiche delle scuole, da
ricomprendere, tra l'altro, nell'ambito delle risorse di organico assegnate alle medesime.
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Le
istituzioni scolastiche, anche per il tramite del docente incaricato di funzioni
tutoriali, assolvono il compito primario di creare le
condizioni atte a garantire il successo scolastico, attraverso interventi
compensativi e mirati e un'offerta formativa arricchita, tesa al recupero di svantaggi e
disuguaglianze culturali.
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Gli
assetti pedagogici, didattici ed organizzativi individuati nelle Indicazioni
Nazionali relative alla
scuola dell'infanzia, alla scuola primaria ed alla scuola secondaria di primo, grado sono adottati, ai sensi del decreto
legislativo, in via transitoria e fino all'emanazione dei regolamenti governativi
previsti dal decreto stesso.
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Il
primo ciclo, della durata di 8 anni, che costituisce la prima fase in cui si realizza il diritto-dovere
all'istruzione ed alla formazione, ha
carattere unitario, ferma restando la specificità dei due segmenti
relativi rispettivamente alla scuola primaria e alla scuola secondaria di
primo grado.
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Ciascun
segmento del primo ciclo di istruzione si articola in periodi didattici. Più esattamente la scuola primaria si articola in un primo anno
di collegamento con la scuola dell'infanzia e in due successivi
periodi biennali; la scuola secondaria di I grado in un periodo biennale e in un
terzo anno conclusivo e di orientamento.
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La
valutazione degli alunni:
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viene
effettuata dai docenti sia con scansione periodica e annuale, sia in occasione del passaggio al periodo didattico successivo;
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è
unitariamente riferita ai livelli di apprendimento conseguiti dagli alunni nelle attività obbligatorie e in quelle opzionali;
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riguarda
sia gli apprendimenti sia il comportamento.
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Il
passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado avviene a seguito di valutazione positiva effettuata al termine
del secondo periodo didattico biennale.
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Il
primo ciclo, che ha configurazione autonoma rispetto al secondo, si conclude con
l'esame di Stato, il cui superamento costituisce
titolo e condizione per accedere al sistema dei licei e a quello dell'istruzione
e della formazione professionale.
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L'attività
laboratoriale costituisce in generale una metodologia didattica da promuovere e sviluppare nei diversi momenti ed articolazioni del
percorso formativo e da ricomprendere in un quadro didattico e
organizzativo unitario. Essa, in particolare, viene assunta quale modalità operativa
necessaria per la realizzazione di interventi su gruppi elettivi, di compito o di
livello, finalizzati al consolidamento e alla personalizzazione degli apprendimenti.
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Il
processo di personalizzazione degli interventi formativi, previsto per l'intero percorso scolastico di ciascun alunno, trova la sua
concreta espressione nell'impiego del Portfolio
delle competenze (d'ora in poi denominato Portfolio),
costituito dalla documentazione essenziale e significativa delle
esperienze formative dell'alunno e dalla descrizione delle azioni di
orientamento e valutazione del medesimo. Il Portfolio,
al cui aggiornamento concorre l'équipe dei docenti, d'intesa con la famiglia, viene gestito nel
contesto delle competenze attraverso le quali si esprime la funzione tutoriale.
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Le
scuole statali appartenenti al primo ciclo possono essere aggregate tra loro, come già attualmente previsto, in istituti comprensivi, che
includono anche le scuole statali dell'infanzia esistenti nello stesso territorio.
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