LINGUE A SCUOLA PER L'EUROPA

La certificazione delle Competenze Linguistiche

Metodologia

Azioni

Enti Certificatori

Bibliografia

 

La ricerca:

Nella regione Friuli Venezia Giulia manca un'indagine valutativa sulle modalità di certificazione in merito alla quantità e alla qualità delle competenze linguistiche degli studenti, come risultato del reale impatto esercitato dalla attuazione di curricoli innovati e dall'adozione di nuovi approcci e modalità di insegnamento delle lingue straniere, sulla base delle indicazioni del Consiglio d'Europa (Common European Framework e European Language Portfolio).

Il progetto di ricerca IRRE nasce pertanto dall'esigenza di rilevare, a livello regionale, iniziative significative nel campo della certificazione linguistica internazionale e dell'utilizzo di Portfolio linguistici (PEL), anche in prospettiva di un confronto a livello nazionale ed europeo.

Finalità

  • fornire un supporto a tutte le scuole della Regione per adeguare l'insegnamento delle lingue alle indicazioni europee
  • individuare modalità e strumenti per preparare gli studenti alla mobilità sia nel mondo del lavoro che in quello universitario
  • porre le basi per un bi-trilinguismo consapevole in tutto l'arco della vita, partendo dalla valorizzazione della prima lingua

I risultati della ricerca, oltre ad essere presentati agli Istituti scolastici in Seminari interprovinciali, saranno utilizzati per la formulazione di una proposta articolata al MIUR a sostegno di una maggiore diffusione delle lingue straniere.

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Campo di ricerca:

Il progetto di ricerca si articolerà in diversi settori che, pur se chiaramente delineati e delimitati, devono essere uniti da un filo conduttore comune in precedenza definito

Settori di ricerca

1. AP.P.L.E. APprendimento Precoce Lingue Europee (Resp.R.PERINI)
2. Lingua veicolare - CLIL (Resp.M.NALESSO)
3. Lingua straniera nell'E.d.A. (Resp.N.MEDIZZA)
4. Lingue di minor diffusione: lingua e cultura friulana (Resp.R.PERINI)
5. Scuole con lingua d'insegnamento slovena (Resp. K. KOVAI)
6. Italiano L2 (Resp.V.GOLDSCHMIDT)

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Metodologia della ricerca:

La ricerca, da attuarsi negli anni 2003-2004, si struttura in fasi successive che utilizzeranno strumenti di analisi di diversa tipologia, a seconda dell'approccio prescelto ed a seconda dei settori di ricerca previsti, al fine di delineare un quadro il più possibile articolato della situazione regionale, individuandone gli aspetti positivi e le criticità, nonché i contesti che favoriscono lo sviluppo di azioni che, nell'area delle lingue, siano in linea con le indicazioni europee.

Fase preparatoria: finalizzata alla raccolta di dati ed indicazioni per la pianificazione delle azioni successive di rilevazione ed in particolare per la predisposizione degli strumenti d'indagine.
Target: campione di scuole rappresentativo dei vari ordini scolastici, della realtà provinciali e dei settori di ricerca individuati.

AZIONI:

Il team IRRE ha proceduto alla:

  • Scelta delle scuole campione per le interviste sulla base dei seguenti criteri: copertura delle province, dei diversi ordini di scuole e dei diversi settori
  • Individuazione dei criteri per le interviste e dei soggetti da intervistare
  • Costruzione di una matrice comune per le interviste
  • Individuazione di criteri e modalità per la documentazione

Interviste alle scuole campione (marzo-aprile 03): modalità di lavoro

  • Effettuazione delle interviste (attraverso registrazione e sbobinatura integrale)
  • Sintesi delle interviste, a cura dei responsabili di settore, focalizzata su:
    • Certificazioni internazionali e livelli di competenze
    • Certificazioni interne
    • Portfolio Europeo delle Lingue
  • Individuazione di bisogni/esigenze delle scuole

Fase di indagine quantitativa
Target: tutte le scuole della Regione

AZIONI:

Predisposizione del questionario per la fase di indagine quantitativa (maggio-giugno 03)

  • Raccolta e sistematizzazione delle proposte/suggerimenti dei responsabili dei settori
  • Individuazione degli elementi chiave da utilizzare nei quesiti
  • Predisposizione di una bozza del questionario
  • Taratura dello strumento in 25 scuole della regione

Il Questionario di indagine quantitativa: stesura definitiva e somministrazione (giugno-novembre 03)

  • Invio del Questionario a tutte le scuole della Regione
  • Immissione dati ed elaborazione
  • Analisi ed interpretazione risultati
  • Individuazione di elementi significativi per la fase qualitativa

Seminari interprovinciali - programma - (dicembre 03)

  • presentazione dei primi risultati dell'indagine
  • panorama sulle Certificazioni Internazionali e il Portfolio Europeo delle Lingue con esperti e rappresentanti degli Enti certificatori
  • riflessione con le scuole e sviluppi futuri
  • slides relatori: M. Nalesso, L. Cosulich, R. Taylor, P. Brown.


Fase di ricerca qualitativa (anno 2004) per approfondire i diversi ambiti individuati e scelti in precedenza; per individuare buone pratiche e materiali documentarli; per definire interventi mirati a sostegno delle scuole e per monitorare le esperienze e la loro ricaduta sulla qualità dell'insegnamento/apprendimento. Target: campione ristretto do scuole, di ogni ordine e grado e a livello provinciale, per uno studio di caso ed un percorso di ricerca-azione.

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Valutazione: (responsabile: L. Cosulich)

Il progetto di ricerca prevede due settori valutativi: l'uno rivolto all'esterno e cioè alla situazione regionale oggetto della ricerca, l'altro rivolto all'interno e cioè a raccogliere elementi utili ad un'eventuale replicabilità del modello di ricerca.

Le azioni del settore prevedono anche la strutturazione tecnica del questionario e l'elaborazione dei dati con il software di elaborazione statistica SPSS.

Documentazione: (responsabile: G. Michelini)

L'attività documentale intende valorizzare la ricerca svolta nel presente progetto, dando visibilità alle strategie, alle pratiche di lavoro, alle scelte teoriche e metodologiche sottostanti e ai risultati raggiunti attraverso forme snelle di documentazione,facilmente accessibili ad una pluralità di destinatari.

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Bibliografia: (a cura di M. Nalesso)

DOCUMENTI EUROPEI

1. Libro Bianco su Istruzione e Formazione, Insegnare e apprendere verso la società conoscitiva, (1995), Commissione delle Comunità Europee.
Il documento rappresenta il punto di partenza per fornire degli orientamenti operativi alla politica europea in materia di istruzione e formazione. In particolare invita tutti i Paesi partner ad incoraggiare la conoscenza di tre lingue europee e ad individuare le "competenze chiave" e gli strumenti migliori per acquisirle, valutarle e certificarle.
Suggerisce anche l'opportunità di realizzare un "sistema di accreditamento delle competenze a livello europeo" attraverso "tessere personali delle competenze" che consentano a ciascun individuo di far riconoscere le proprie conoscenze e competenze nell'ambito del processo della loro acquisizione in vista di una mobilità in Europa.

2. Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue: apprendimento, insegnamento, valutazione (2001), Consiglio d'Europa.
Il documento raccoglie le indicazioni di un processo intrapreso attivamente a partire dal 1971 volto alla definizione dei principi e della pratica dell'apprendimento/insegnamento delle lingue e della loro valutazione per migliorare la qualità della comunicazione tra i cittadini europei.
Di particolare rilevanza è l'individuazione dei "livelli comuni" di riferimento in merito alle competenze (conoscenze, abilità e atteggiamenti) per rilevare il progresso degli apprendenti. Una "serie flessibile di livelli di risultato" definiti con opportuni descrittori permette infatti di valutare i progressi ottenuti con riferimento a parametri indicati che tengono conto del contesto in cui csi usa la lingua, dei compiti, scopi ed argomenti della comunicazione, delle attività, strategie e dei processi comunicativi, dei testi utilizzati.

3. European Language Portfolio - Guide for Teachers and Teacher Trainers - Guide for Developers - (2001), Council of Europe, Modern Languages Division, Strasbourg.
I documenti intendono fornire indicazioni operative a quanti intendono creare dei Portfolio da sottoporre alla validazione del Consiglio d'Europa, nonché agli insegnanti e ai formatori degli insegnanti interessati ad acquisire familiarità con questo strumento e ad esplorarne la funzione pedagogica. Di particolare interesse i capitoli sull'uso dei livelli comuni di riferimento con i relativi descrittori e sull'auto-valutazione degli studenti. Viene sottolineata l'importanza di fare riferimento continuo alle scale di descrittori approvate dal Consiglio d'Europa per una maggiore trasparenza e trasferibilità dello strumento.

4. Documento del CONSIGLIO dell'UNIONE EUROPEA (febbraio 2002) sugli obiettivi dei sistemi di istruzione e di formazione in Europa.
Il documento presenta gli obiettivi futuri di cooperazione politica in tema di istruzione in Europa. Fra gli aspetti prioritari viene segnalata l'importanza di:
- definire "indicatori per la misurazione dei progressi compiuti" (ad es. percentuale di scolari e studenti che raggiungono un livello superiore di conoscenza di due lingue straniere - indicato come B2 -)
- favorire la mobilità ai singoli nel settore dell'istruzione e facilitare la convalida e il riconoscimento delle competenze acquisite durante il periodo di mobilità.

5. Key Competencies (Marzo 2002), documento del gruppo di esperti della Commisione europea sugli obiettivi comuni dei sistemi di istruzione nella Ue.
Per quanto riguarda le lingue straniere il documento individua le competenze necessarie per una comunicazione efficace in lingua straniera, in termini di conoscenze, abilità e atteggiamenti.
Aggiunge l'importanza di una competenza interpersonale per poter comunicare in situazioni lavorative e di studio.
Ribadisce infine la possibilità di competenze anche di singole abilità sulla base delle necessità degli apprendenti.


6. The European Language Portfolio in use: nine examples, (2003)a cura di D.LITTLE, Council of Europe, Strasburgo.
La pubblicazione raccoglie esempi di Portfolio di diversi Paesi europei e delle relative modalità di applicazione nella prassi didattica . Ci sono due categorie di report: quelli che descrivono ed illustrano i progetti pilota sull'introduzione del Portfolio e quelli che presentano l'utilizzo in classe del PEL da parte dei singoli insegnanti. L'enfasi, condivisa dalla maggior parte degli sperimentatori, è posta sulla "funzione pedagogica" dello strumento, come supporto allo sviluppo dell'autonomia del discente attraverso un apprendimento riflessivo.
Di particolare interesse l'esempio di utilizzo del PEL per lo sviluppo del plurilinguismo in tutto l'arco della vita: Using the ELP with adult refugees learning the language of the host community.

7. Enhancing the Pedagogical Aspects of the ELP (2003), documento del Consiglio d'Europa.
Parte 1

pagina aggiornata da Livia Cosulich il 22/12/2003

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